La piazza si mobilita: due giorni contro il ddl caccia

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Lo scontro è ormai frontale. E sul piano parlamentare l’opposizione si è compattata: M5s, Pd e Avs hanno annunciato una resistenza senza sconti contro un testo che, avvertono, rischia di essere ulteriormente peggiorato dagli emendamenti della maggioranza

Mentre in molte Regioni scatta la pre-apertura della stagione venatoria, sabato 29 e domenica 30 agosto una mobilitazione nazionale attraversa tredici città: da Milano a Palermo, passando per Roma, Bologna, Brescia, Cremona, Livorno, Macerata, Mantova, Arezzo, Pordenone, Vercelli e Verona. Due pomeriggi di iniziative, performance e letture in cui la critica al modello venatorio si intreccia con l’opposizione al riarmo. Collettivi e associazioni antispeciste, movimenti per la giustizia climatica e realtà schierate dalla parte del popolo palestinese scendono in piazza insieme.

Sullo sfondo c’è il disegno di legge ribattezzato dai suoi oppositori “Sparatutto”, promosso dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Il provvedimento punta a estendere il periodo venatorio, ad ampliare le specie cacciabili – comprese alcune protette ritenute “problematiche” – e a semplificare le autorizzazioni regionali, riducendo al tempo stesso il peso del parere scientifico dell’Ispra. Per gli ambientalisti si tratta di una deregulation che manda in frantumi l’equilibrio disegnato nel 1992 dalla legge 157, quando i cacciatori accettarono di muoversi entro i confini fissati dalle direttive europee in cambio della rinuncia al referendum.

Nove italiani su dieci chiedono di dare priorità alla tutela della natura

I numeri raccontano una società lontana dalla retorica filovenatoria. Secondo un sondaggio Swg per la Lipu, il 70% degli italiani boccia la riforma, mentre oltre nove su dieci chiedono alle istituzioni di dare priorità alla tutela della natura. Sulla stessa lunghezza d’onda la raccolta firme #StopCaccia, che in sole sette settimane ha superato le 53 mila adesioni: un tempo record, considerato che la legge concede sei mesi. Dietro l’iniziativa, depositata in Senato come proposta di legge popolare, ci sono le principali sigle animaliste: Animalisti Italiani, Enpa, LAC, LAV, LNDC e Oipa, che chiedono l’abolizione totale della caccia.

Lo scontro è ormai frontale. Da un lato le associazioni venatorie, che rivendicano per i propri iscritti il ruolo di gestori dell’ambiente (“bioregolatori”, secondo la definizione dello stesso Lollobrigida). Dall’altro il fronte animalista e ambientalista, che denuncia la vicinanza tra la lobby della caccia e il governo. Sul piano parlamentare l’opposizione si è compattata: M5s, Pd e Avs hanno annunciato una resistenza senza sconti contro un testo che, avvertono, rischia di essere ulteriormente peggiorato dagli emendamenti della maggioranza, facendo rientrare “dalla finestra” la caccia sulle spiagge.

Due percorsi opposti

Il Parlamento si troverà a discutere contemporaneamente due percorsi opposti: un ddl che allarga le maglie della caccia e una legge popolare che ne chiede la fine. È una partita che tocca la biodiversità, la tutela degli animali e il rapporto fra tradizione e sensibilità contemporanea. La piazza del fine settimana proverà a spostare l’ago della bilancia, con una domanda che aleggia sull’intera vicenda: quella appena aperta sarà un’altra stagione di caccia, o l’inizio della sua fine?

 

Fonte: https://ultimabozza.it/la-piazza-si-mobilita-due-giorni-contro-il-ddl-caccia/