È stato un indimenticabile amico e compagno, ho avuto la grande fortuna di militare negli organismi dirigenti nazionali dell’ Arci con Carlin. La sua umanità e umiltà erano parte integrante della sua straordinaria capacità politica, consigliere comunale del PDUP a Bra è interlocutore protagonista di Luciana Castellina, anche lei un faro della migliore politica che assolve ad un ruolo guida anche oggi presidente onorario dell’ Arci.

La caccia, per la rivoluzione sceglie la forchetta al fucile, sono gli anni in cui all’Arci si afferma, il nuovo che integra il tradizionale, nasce Arci gola Legambiente, Arci kid, i giovani Arci donna. Arci promuove con associazioni ambientaliste e animaliste, con i partiti della sinistra tutta, i referendum su caccia e pesticidi. Carlin sostiene il referendum. Fermariello io e altri dirigenti di Arcicaccia ci sospendiamo dal Consiglio nazionale per predicare l’astensione.
Carlo è l’ uomo che difende le tradizioni non il consumismo, finisce sui giornali la sua schietta e trasparente polemica sulla “Sagra del Tordo a Montalcino”. Il referendum fa una valanga di sì ma non raggiunge il quorum. Si raggiunge la necessaria convergenza democratica che permette l’ approvazione della 157/92 dopo l’approvazione della legge sulle aree protette 394/91 – “l’Arci Petrini” tra i dirigenti ha un ruolo determinante nell’essere nuova Arci, matura con Petrini e Arcicaccia: “Caccia a Tavola”, ricette e piccole trattorie caratteristiche di riferimento, prelievo scientifico e modica quantità messa a disposizione dai cacciatori per essere consumata, una iniziativa che coinvolge già al suo avvio istituzioni, la sinistra, gli ambientalisti e CGIL.
Carlin affida in seguito il tema all’ università del Gusto di Pollenzo Silvio Barbero, il prof Lanfranchi poi dimessosi dal Comitato scientifico di UNA. Ne viene un interessante studio “Selvatici e buoni” edito da UNA, dove con grande autonomia di pensiero c’è un forte e motivato no all’uso del piombo per il prelievo degli ungulati e a favore di tecniche selettive.
Carlin segue a distanza. Ci rincontriamo a Brescia, ad alcune iniziative di Coldiretti quando era attivo dirigente della cultura dello slow food…. sempre critico assai sulle scelte fast food, pace e disarmo, “pace pace pace”. Ci abbracciavamo qualche volta borbottando ciao vecchio e pensando all’indimenticabile presidente dell’ Arci Tom Benettollo e alla figura del lampadiere che illuminava la strada a chi lo seguiva. Questa volta non posso venire a Bra per motivi di salute. Cuore mente e le mie lacrime sono li. Ciao vecchio.
Osvaldo Veneziano
