In questi giorni leggiamo sconcertati delle polemiche insorte tra i vari dirigenti della famigerata Cabina di regia venatoria in riguardo alle maldestre ed inefficaci proposte di modifica dell’art. 16 della legge statale n.157/92 miranti a consentire, agli Istituti privatistici che lo richiedono, di trasformarsi in imprese con fini di lucro.
Per essere ancora più espliciti, si prevede la possibilità per questi Istituti di poter “vendere” la caccia traendone un vantaggio economico.
Le polemiche feroci affidate alla stampa ed ai social media sembrano più una ridicola riedizione della storiella dei ladri di Pisa piuttosto che un confronto serio tra i dirigenti venatori della famigerata “Cabina di regia”.
Come qualcuno ricorderà, i ladri di Pisa erano conosciuti per far finta di litigare di giorno per poi andare insieme a svaligiare le abitazioni di notte.
Ci viene spontaneo chiederci: ma se qualche dirigente venatorio non condivide la linea adottata da qualche suo compare all’interno della stessa combriccola, perché non dimostra coraggio e coerenza e non abbandona la Cabina di regia per contribuire a creare un’aggregazione alternativa che si occupi della difesa dei diritti di tutti i cacciatori anziché limitarsi a difendere i propri privilegi?
Sarà mica un tentativo di crearsi un po’ di visibilità, stando bene attenti di non uscire da quell’aggregazione inconcludente che parrebbe non aver creato sin dalla sua creazione alcuna utilità per il mondo venatorio italiano?
on. Sergio Berlato
Deputato italiano al Parlamento europeo
Presidente nazionale dell’Associazione per la Cultura Rurale
Giulia Sottoriva
Presidente Nazionale della Confederazione delle Associazioni Venatorie Italiane
Umberto Venturini
Presidente dell’Associazione Cacciatori Veneti
Gianfranco Vezzaro
Presidente nazionale della Fondazione per la Cultura Rurale
Thiene, lì 8 gennaio 2026
