Non serve un cacciatore utile solo quando serve: serve un cacciatore riconosciut

Aperto da Vasco Feligetti, Lug 28, 2026, 02:36


Vasco Feligetti

Se lo Stato riconosce al cacciatore competenza, responsabilità e affidabilità quando serve per la gestione della fauna, perché non gli riconosce la stessa fiducia quando esercita un'attività autorizzata e regolamentata?

Dopo oltre  trent'anni ci aspettavamo una riforma che restituisse fiducia al cacciatore. Invece si continua a fidarsi di lui solo quando deve risolvere un problema. Se deve contenere la fauna è una risorsa; se vuole esercitare la propria passione diventa un soggetto da limitare. È una contraddizione politica prima ancora che venatoria. E invece la libertà di movimento viene prevista quasi esclusivamente per chi opera nella selezione e nel controllo della fauna. Per il cacciatore "ordinario", quello che paga licenze, tasse, ATC e assicurazioni, resta il recinto. Due pesi e due misure che sono difficili da comprendere.

È proprio qui che emerge la contraddizione della riforma. Da una parte si amplia la possibilità di intervenire sulla fauna per esigenze di contenimento, con il rischio di alimentare una filiera economicamente sempre più rilevante; dall'altra si continua a limitare la libertà di chi la caccia la esercita per passione, nel rispetto delle regole e senza alcun tornaconto economico.

Non è mancato il coraggio di cambiare la legge. È mancato il coraggio di liberare il cacciatore. Perché la vera riforma non consiste nel modificare qualche articolo della 157, ma nel riconoscere che un cittadino con fedina penale immacolata, sottoposto a continui controlli e autorizzato dallo Stato a detenere e usare un'arma, non può continuare a essere trattato come un sorvegliato speciale. Se la politica non avrà il coraggio di partire da questo principio, nessuna riforma riuscirà a fermare il declino del mondo venatorio.

Vasco Feligetti – www.palombe.it