OULX – Sabato 8 agosto il Presidente Pierpaolo Court ed il Vicepresidente Carlo Florindi hanno abbandonato le rispettive cariche, pur continuando a far parte del Comitato di Gestione. “Sono venute a mancare le condizioni minime di condivisione delle motivazioni e degli obiettivi del nostro impegno, come Presidente e Vicepresidente, per far crescere il CATO2 e farlo diventare un Ente di riferimento al livello non solo locale ed in ambito non solo venatorio. Ci abbiamo riflettuto un bel po’ e, credetemi, non è stato facile. Personalmente ho patito molto. Non certo per l’attaccamento alla sedia ma per non aver potuto, se non in minima parte, portare il Comprensorio su un piano diverso e superiore rispetto al semplice ruolo di gestore dell’attività venatoria e di centro di smistamento selvaggina. È da adempiere l’obbligo derivante dalle funzioni che la Legge attribuisce all’Ente Comprensorio Alpino che è “strumento per la programmazione dell’attività faunistico-venatoria, con obiettivi di salvaguardia, conservazione e miglioramento dell’ambiente naturale, tutela del territorio, ecc..”.
Io interpreto questo dettato normativo come una grande occasione, oltre che un dovere al quale deve conseguire il senso di responsabilità per chi si candida alla gestione. Eravamo e tutt’ora siamo coscienti delle difficoltà del compito e del fatto che non basta un mandato per cercare, raggiungere e consolidare una nuova considerazione da parte del tessuto socio-economico locale. In tutti gli ambiti ed a tutti i livelli dove ho avuto spazi di credibilità, ho cercato di coinvolgere chi il territorio lo possiede e lo utilizza per le proprie attività economiche, siano esse legate all’agricoltura, al turismo oppure all’amministrazione. Insieme al T.F. dott. Aurelio Perrone ed in particolare con la dott.ssa Vet. Elisa Bottero, nostri stimati collaboratori, è stato elaborato il Piano Strategico di Miglioramenti Ambientali e per la Biodiversità: strumento volto a migliorare l’habitat per la preparazione alla reintroduzione della Starna, ma utile anche alle Lepri provenienti dal nostro allevamento a terra, che immettiamo regolarmente, ed in generale a tutta la fauna.
A proposito della Starna, è nostra la stesura dell’emendamento alla LR 5/2018 per la richiesta di modificazione della normativa riguardante le immissioni oltre i 1000msm, che ci consentirà immissioni nelle aree maggiormente vocate (speriamo approvata nell’autunno). È stato importantissimo il coinvolgimento dei proprietari che hanno concesso gratuitamente i terreni (ad oggi circa 80ha) e dei coltivatori locali che si sono dati disponibili per le lavorazioni. Inoltre siamo riusciti a coinvolgere in questo progetto le principali società operanti sul territorio, ossia le “società degli impianti di risalita” Sestrieres e Colomion, ormai riunite. Le rispettive dirigenze hanno dato subito la loro entusiastica adesione, anche se avevano solo una minima idea di cosa fosse un comprensorio alpino. Con loro è stato impostato il protocollo per le semine in quota, con mix di sementi biologiche fornite dal CA, contro la posa di cartellonistica alle partenze degli impianti per divulgare ai turisti le informazioni sulla presenza floro-faunistica nei vari ambienti attraversati ed educare grandi, bambine e e bambini all’osservazione ed al rispetto della natura attorno a loro.
Abbiamo chiesto ed ottenuto il Patrocinio di molti dei Comuni del CA che hanno creduto nell’iniziativa. Questa è la principale linea di azione con la quale sono state poste le basi per una collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti nella presenza organizzata sul territorio, per generare un aumento della nostra credibilità come Cacciatori e diventare, come Ente, un tassello importante della vita sociale. Ripristinare gli habitat, seminare colture a perdere, recuperare i pascoli degradati, sono interventi nell’interesse dell’intera collettività ed utili all’ecosistema alpino, non solo alla caccia.
È la dimostrazione pratica di come il CATO2 Alta Val Susa investa risorse proprie per “restituire” alla natura più di quello che preleva, con l’obiettivo concreto di superare e ribaltare quel pregiudizio che da troppo tempo dipinge i cacciatori in modo negativo agli occhi dell’opinione pubblica. Ed è sempre in questa ottica che si inserisce il nuovo sito web (cato2.it), ovviamente da implementare nel tempo, pensato per essere utile a tutti, cacciatori e non. Fotografie uniche, informazioni cartografiche, faunistiche e floristiche, articoli pubblicati su Diana&Wild nel 2025 e 2026 per far conoscere il CATO2 anche lontano da qui.
Il mio impegno è stato per un nuovo modo di essere presente come Ente CATO2 Alta Val Susa. Per occupare il posto che potremmo e dovremmo avere al livello ambientale, sociale, economico ed anche culturale e diventare un Ente utile al Territorio che lo mantiene ed alla Gente che lo abita. E, soprattutto, il Comprensorio non sia più emarginato in quanto considerato titolare di una sola e unica attività: la gestione del prelievo venatorio (che non è la gestione della Caccia). Ma questo non a tutti stava e sta bene. Non c’è da menzionare né i singoli casi né le persone. Venendo all’attualità infatti, da circa sei mesi sono stati sostituiti gli originari rappresentanti delle Associazioni Agricole. Così è stato un riassetto delle posizioni e la formazione di una nuova maggioranza che a breve eleggerà un nuovo presidente ed un nuovo vicepresidente.
Con l’occasione, il Vicepresidente ed io, intendiamo ringraziare coloro che all’interno ed all’esterno ci hanno sostenuti nell’intraprendere questo percorso, hanno creduto nel progetto ed hanno a vario titolo partecipato alla sua, purtroppo parziale, attuazione. In particolare l’Unione Comuni Olimpici Vialattea con il presidente ed il suo rappresentante precedente ed attuale, le Associazioni Agricole Coldiretti e CIA che, con il loro rappresentanti ci hanno sostenuti nella prima fase, gli agricoltori locali costantemente impegnati nella cura del territorio, le nostre rispettive Associazioni Venatorie Federcaccia e Liberacaccia.
Un grandissimo grazie ai dipendenti ed ai tecnici faunistici dott. Aurelio Perrone e dott.ssa Elisa Bottero: tutti, sempre ed in ogni condizione, hanno messo competenza e la professionalità al servizio del CATO2: senza di loro non sarebbe stato possibile per noi neppure pensare a quello che ci eravamo prefissi di fare. Infine un saluto cordiale ai cacciatori ed un arrivederci a spasso sulle nostre amate montagne.
Pierpaolo Court e Carlo Florindi
